Oggi è la giornata mondiale della Terra.
A partire dalla Rivoluzione Industriale abbiamo iniziato a sfruttare la Natura come mai prima nella storia dell’uomo. Da due secoli cerchiamo di piegarla al nostro volere, nel solco di un modello di sviluppo insostenibile basato sul capitale.
Non possiamo andare avanti in questa direzione.

L'unica casache abbiamo

I tempi sono maturi per una rivoluzione culturale ed ecologica su scala mondiale e ci aspettiamo che i cittadini, sotto la guida di una nuova politica, si facciano carico di questa enorme responsabilità.
Non facciamoci illusioni sulla tecnologia come panacea di tutti i mali. Non facciamoci confondere da specchietti per le allodole, da nuove soluzioni tecniche che ignorano la necessità di un cambiamento più radicale: una rinnovata consapevolezza e un cambio degli stili di vita. Non usciremo mai da alcuna crisi se continueremo a far salva la mentalità che l’ha generata.
In un mondo interconnesso come il nostro, le azioni individuali sono essenziali, ma non abbastanza. L’Italia deve farsi promotrice di iniziative internazionali volte alla transizione ecologica.

L'occasionedi cambiare

I membri dell’UE, che ora si sono impegnati a ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e ad azzerarle entro il 2050, hanno l’obbligo di indicare la via a paesi meno virtuosi come USA e Cina, perché anche loro inizino a fare finalmente passi coraggiosi nella giusta direzione. Ci aspettiamo decisiono radicali che offrano benessere ai popoli e un nuovo spirito di collaborazione.
L’UE è causa del 9% delle emissioni globali. La funzione di apripista virtuosa su scala internazionale é il massimo a cui può ambire.
Stati Uniti e Cina sono la causa del 42% delle emissioni climalteranti ed è dunque a loro che spetta l’onere e l’onore più grosso: cambiare l’inerzia globale.
Il problema non può certo essere lasciato alle singole sovranità nazionali. L’ONU può giocare un ruolo fondamentale in questo scenario, a sostegno dei paesi più deboli e inermi, che sarebbe ingiusto lasciare indietro.
Siamo tutti coinvolti. Se non vogliamo essere complici di un futuro invivibile dobbiamo avere il coraggio di essere i primi a compiere passi importanti verso il cambiamento.